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ISCRO 2026: requisiti, importi e domanda entro il 31 ottobre

La domanda ISCRO 2026 va presentata entro il 31 ottobre. Ecco chi può richiederla, quali redditi considerare, gli importi aggiornati e i canali disponibili.

Per l’ISCRO 2026, i professionisti che possiedono i requisiti possono presentare domanda all’INPS entro il 31 ottobre 2026. Il servizio è attivo dal 15 giugno. Tra le condizioni da controllare ci sono il calo del reddito autonomo rispetto agli anni precedenti, il limite reddituale aggiornato per il 2026 e il divieto di ottenere nuovamente la prestazione troppo presto dopo averla già fruita. Le indicazioni operative sono nel messaggio INPS n. 1987 del 15 giugno 2026.

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A chi si rivolge l’ISCRO

L’indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa è destinata ai lavoratori autonomi che esercitano abitualmente una professione e rientrano nella Gestione Separata INPS. Comprende anche professionisti che partecipano a studi associati o società semplici, se producono reddito da lavoro autonomo e soddisfano gli altri requisiti. La prestazione è strutturale dal 2024, dopo la fase sperimentale 2021-2023. La scheda INPS sull’ISCRO riepiloga destinatari e condizioni.

Requisiti per la domanda 2026

Per accedere alla misura occorre soddisfare contemporaneamente le condizioni previste. In particolare, il richiedente deve:

  • non essere titolare di una pensione diretta né essere assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria alla data della domanda;
  • avere una partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività professionale che dà titolo all’iscrizione previdenziale;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • non essere titolare dell’Assegno di inclusione durante il periodo di fruizione dell’ISCRO, condizione che può comportare la decadenza;
  • rispettare entrambe le condizioni reddituali riferite al 2025.

Per il requisito del calo, il reddito da lavoro autonomo del 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi autonomi del 2023 e 2024. Separatamente, il reddito da lavoro autonomo dichiarato per il 2025 non deve superare 12.749,18 euro, soglia aggiornata per l’anno 2026 dall’INPS con la circolare n. 4 del 28 gennaio 2026. Non basta quindi rispettare una sola delle due soglie: si verificano sia la riduzione rispetto alla media biennale sia il tetto assoluto.

Nel determinare i redditi rilevanti si considera quello da attività autonoma indicato nei quadri fiscali pertinenti alla tipologia di attività; la scheda INPS esclude dal calcolo, fra gli altri, i redditi da lavoro dipendente e parasubordinato. Per la domanda 2026 l’INPS richiede inoltre di autocertificare i redditi prodotti per ciascun anno interessato, cioè quelli necessari ai controlli sui requisiti reddituali.

Chi non può ripresentare la domanda nel 2026

L’ISCRO non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno in cui è iniziata la fruizione. Di conseguenza, per il 2026 non possono accedere alla prestazione coloro che l’hanno già percepita nel 2024 o nel 2025. La regola vale anche se la prestazione fruita è stata successivamente interrotta per decadenza: il mancato pagamento di tutte e sei le mensilità non elimina il vincolo. È invece possibile presentare domanda nel 2026 se nel 2024 e/o nel 2025 non era stata presentata alcuna domanda, oppure se una precedente richiesta era stata respinta o la prestazione revocata dall’origine.

Importo, durata e compatibilità

L’indennità dura sei mesi e decorre dal giorno successivo all’invio della domanda. L’importo mensile si calcola in base ai redditi autonomi degli anni di riferimento previsti dalla disciplina e, per il 2026, non può essere inferiore a 255,53 euro né superiore a 817,69 euro. L’ISCRO concorre alla formazione del reddito e non dà luogo ad accredito di contributi figurativi. Chi la riceve è tenuto a partecipare a percorsi di aggiornamento professionale.

La prestazione è incompatibile con pensioni dirette, NASpI, DIS-COLL, ALAS e indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo. È incompatibile anche con cariche elettive o politiche remunerate con indennità di funzione o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza. Il beneficiario deve inoltre mantenere i requisiti durante la fruizione: tra le cause di decadenza indicate dall’INPS figurano la cessazione della partita IVA e l’iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Come presentare la domanda entro il 31 ottobre

La richiesta si inoltra dal Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche, selezionando l’ISCRO dopo l’autenticazione. Per il servizio online sono indicati SPID di livello 2 o superiore, CIE di livello 3, CNS oppure eIDAS. In alternativa, il messaggio INPS prevede il Contact Center: 803 164 da rete fissa, gratuito, oppure 06 164 164 da rete mobile, con costo secondo la tariffa dell’operatore. La scheda di servizio contempla anche l’assistenza di patronati e intermediari tramite i rispettivi servizi telematici.

Il termine ultimo per l’annualità 2026 è il 31 ottobre 2026. Prima dell’invio è utile verificare la posizione contributiva, la partita IVA e i redditi dichiarati per gli anni richiesti. Un chiarimento INPS del 31 marzo 2026 precisa che la mancata formalizzazione dell’iscrizione alla Gestione Separata non impedisce la liquidazione dell’ISCRO se i contributi dovuti sono stati correttamente versati; resta comunque necessario regolarizzare formalmente l’iscrizione.

Fonti