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DID online: chi può presentarla e cosa succede al primo contatto con il Centro per l’impiego

La DID avvia formalmente lo stato di disoccupazione e l’accesso ai servizi per il lavoro. Si può presentare online, sui portali regionali dove disponibili o al Centro per l’impiego; dopo l’invio è prevista una verifica dell’identità e della condizione dichiarata.

La Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) è il passaggio formale con cui una persona dichiara di essere disponibile a lavorare e a partecipare alle misure di politica attiva concordate con i servizi per l’impiego. Può presentarla chi è disoccupato e cerca lavoro; anche chi ha ricevuto una comunicazione di licenziamento può farlo, persino durante il periodo di preavviso. Dopo l’invio online, però, la dichiarazione è acquisita con riserva: al primo contatto con il Centro per l’impiego (CPI) occorre confermare la condizione dichiarata e convalidare l’identità con un documento.

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La DID serve ad avviare il percorso di presa in carico e a ottenere lo stato di disoccupazione; non equivale, da sola, a una prestazione economica o a un’assunzione. Il Ministero del Lavoro chiarisce che, dopo il riconoscimento, lo stato di disoccupazione decorre dalla data in cui è stata rilasciata la DID online.

Chi può presentare la DID

La DID è rivolta a chi non ha un impiego e intende cercarlo, rendendosi disponibile anche a partecipare alle iniziative di politica attiva concordate con il CPI. È prevista inoltre per le lavoratrici e i lavoratori che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento: possono anticipare la dichiarazione al periodo di preavviso, senza attendere la fine del rapporto.

Non va confusa la condizione di disoccupazione con quella di “non occupazione”. Secondo le indicazioni del Ministero, chi non lavora o ha redditi da lavoro sotto le soglie indicate per lavoro dipendente o autonomo, ma non cerca un impiego e richiede prestazioni o agevolazioni sociali o sanitarie, non deve rendere la DID per dimostrare la non occupazione. In quei casi la condizione può essere autocertificata e verificata dall’amministrazione competente. Se invece si cerca lavoro e si vuole accedere ai servizi per l’impiego, la DID è lo strumento pertinente.

Dove si presenta

Le modalità indicate dal Ministero sono tre:

  • online sul Portale per le politiche attive del lavoro, attraverso Servizi Lavoro;
  • sul portale regionale, se il sistema informativo della Regione prevede questa possibilità;
  • di persona presso il Centro per l’impiego.

Per accedere al portale nazionale servono il codice fiscale italiano e SPID oppure CIE. Una volta effettuato l’accesso, la pagina ministeriale indica di selezionare “Did online – Dichiarazione di immediata disponibilità”. Per le modalità di accesso e i canali disponibili nella propria Regione è possibile consultare la pagina ministeriale sulla ricerca di occupazione e l’assistenza dei Centri per l’impiego oppure rivolgersi al CPI. Non tutte le Regioni utilizzano necessariamente lo stesso portale.

Il primo contatto con il Centro per l’impiego

Dopo la DID online, il primo contatto serve innanzitutto a confermare lo stato di disoccupazione e a verificare l’identità tramite un documento. La dichiarazione presentata online, infatti, è inizialmente acquisita con riserva; non va quindi considerato concluso il riconoscimento prima di questa verifica. La pagina nazionale non stabilisce un’unica scadenza o modalità di convocazione valida per ogni CPI: è opportuno seguire le comunicazioni ricevute e chiedere al Centro competente come procedere.

Il contatto può inserirsi nel percorso di assessment, cioè la valutazione del profilo di occupabilità. Il Ministero spiega che la profilazione quantitativa considera elementi come caratteristiche anagrafiche, esperienze lavorative degli ultimi due anni e carichi familiari. La valutazione qualitativa si svolge invece nel colloquio di orientamento di base: insieme all’operatore si considerano la professione cercata, l’esperienza, il mercato del lavoro locale e aspetti come la disponibilità alla formazione. Il percorso può essere gestito dal CPI e, in alcune Regioni, anche da soggetti accreditati ai servizi per il lavoro.

L’esito dell’assessment contribuisce a individuare i servizi e l’eventuale percorso di accompagnamento al lavoro o alla formazione. Dopo questa fase può essere definito il Patto di servizio personalizzato, che formalizza le attività concordate e gli impegni reciproci. La DID, quindi, apre un percorso: il colloquio serve a precisare esigenze e obiettivi, non comporta di per sé l’assegnazione automatica a un corso o a un’offerta di lavoro. Per i dettagli sui passaggi successivi, il Ministero descrive le fasi dell’assessment.

Fonti