L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) non è stato eliminato per tutti: nel periodo 2026-2027 può spettare a determinate categorie di lavoratori e a nuclei familiari senza figli o orfani, se ricorrono anche i requisiti reddituali. Per le domande relative al periodo dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, l’INPS ha aggiornato le tabelle dei redditi e degli importi con una rivalutazione dell’1,4%.La comunicazione INPS sui livelli ANF 2026-2027 precisa che le nuove tabelle si applicano alle tipologie di nucleo ancora ammesse.
Chi può ancora ricevere l’ANF
La prestazione è rivolta, tra gli altri, a lavoratori dipendenti privati e agricoli, dipendenti di aziende cessate o fallite e titolari di prestazioni economiche previdenziali derivanti da lavoro dipendente. Non spetta, in base alle indicazioni INPS, ai lavoratori autonomi in quanto tali né ai titolari di pensioni delle gestioni speciali degli autonomi.La scheda del servizio INPS riepiloga destinatari e condizioni della prestazione.
Dal 1° marzo 2022 l’ANF non viene più riconosciuto per i nuclei con figli e orfani: per quelle famiglie è subentrato l’Assegno unico e universale. La cessazione delle prestazioni ANF per tali nuclei è prevista dall’articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230. Restano interessati i nuclei senza figli formati, secondo i casi previsti, da coniugi o da fratelli, sorelle e nipoti. Per fratelli, sorelle e nipoti sono previste condizioni specifiche: devono essere minorenni o maggiorenni inabili, orfani di entrambi i genitori e senza diritto alla pensione ai superstiti. La composizione effettivamente ammessa va verificata in base al rapporto familiare e alla situazione concreta.
Quali redditi controllare
Per verificare il requisito economico occorre considerare il reddito complessivo del nucleo familiare secondo i criteri ANF, non l’ISEE. Rientrano i redditi assoggettabili a IRPEF, conteggiati al lordo di detrazioni d’imposta, oneri deducibili e ritenute. Vanno considerati anche i redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva quando, complessivamente, superano 1.032,91 euro. L’INPS indica inoltre che almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo deve derivare da lavoro dipendente e assimilato.
Perciò è utile raccogliere i dati reddituali dei componenti rilevanti del nucleo e controllare sia il reddito complessivo sia la quota proveniente da lavoro dipendente o assimilato. Non basta confrontare il reddito con una soglia unica: i limiti e l’importo dipendono anche dal numero dei componenti e dalla tipologia del nucleo. Le tabelle valide dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, pubblicate dall’INPS, permettono di individuare la fascia applicabile.
Quale anno di reddito usare nel 2026-2027
Le tabelle annuali decorrono dal 1° luglio e restano valide fino al 30 giugno dell’anno seguente. Per i periodi compresi tra luglio e dicembre si guarda ai redditi dell’anno solare precedente; per quelli da gennaio a giugno, ai redditi di due anni prima. Di conseguenza, per i periodi dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027 il riferimento è il reddito prodotto nel 2025: vale per le mensilità da luglio a dicembre 2026 e anche per quelle da gennaio a giugno 2027.
Per confronto, una richiesta relativa al primo semestre 2026 si basava sui redditi del 2024. È quindi importante non confondere l’anno in cui si riceve l’assegno con quello in cui il reddito è stato prodotto.
Domanda e aggiornamenti del nucleo
La domanda va presentata per ogni anno in cui si ritiene di averne diritto. Per i dipendenti di aziende private non agricole si inoltra all’INPS online o tramite patronato; per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato, la scheda INPS indica la presentazione al datore di lavoro con il modello ANF/DIP (SR16). Per i lavoratori di ditte cessate o fallite la prestazione è erogata direttamente dall’Istituto. Durante il periodo richiesto, le variazioni del reddito o della composizione familiare vanno comunicate entro 30 giorni.
L’importo preciso non è uguale per tutti: va individuato nelle tabelle INPS in base a reddito, composizione e tipologia del nucleo. Per i casi che richiedono l’inclusione di familiari o un’autorizzazione, è opportuno controllare le indicazioni specifiche nella scheda del servizio o rivolgersi a un patronato.


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